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Membri di The Center for Mindful Eating di Jean L. Kristeller

Mindful Shopping: la Mindful Eating comincia al supermercato

Parlare di mindful shopping è necessario nella nostra società, poiché l’attuale consumatore è oltremodo stimolato -ed in ogni maniera possibile- da inviti all’acquisto. Pensiamo alle televendite, alle pubblicità in tv, ai cartelloni pubblicitari, alle riviste, alle finestre pop-up online, alle e-mail promozionali e questo solo per fare qualche esempio. Particolarmente devastanti per una spesa consapevole, inoltre, sono le offerte commerciali basate sulla quantità di prodotto: 3X2, formato famiglia più conveniente,… più compri, più risparmi. Poi, più consumi. Anche quando non ce n’è bisogno: “Ormai l’hai comprato, devi consumarlo”, ci dice la vocina della coscienza. Il cibo, non diversamente da altri prodotti, si inserisce pienamente in queste considerazioni.

Trent’anni fa, due psicologi della Northwestern University, Philip Brickman e Donald Campbell, svilupparono una teoria che denominarono the hedonic treadmill, o teoria dell’adattamento edonico, secondo cui le persone tendono a ricercare ciò che è nuovo e piacevole, diventandone, talvolta, dipendenti in misura più o meno importante. Secondo Donald Altman, psicoterapeuta e trainer in mindfulness, il cibo, in tal senso, rappresenta un innesco di tale circolo vizioso, rappresentando, non differentemente da abiti e gioielli, un qualcosa di nuovo ed in grado di dare piacere. Nelle persone che combattono con l’alimentazione incontrollata o che soffrono di alimentazione compulsiva (pensiamo al binge eating o alla bulimia), l’hedonic treadmill può essere facilmente amplificato da un bias cognitivo, secondo cui quel tipo di cibo -o il cibo in generale- ben presto finirà. È ciò che Donald Altman definisce “the scarcity treadmill”, o adattamento alla scarsità. Differentemente dall’hedonic treadmill, quello della scarsità è guidato non dal piacere, ma dall’ansia  e la preoccupazione, che si traducono, così, in una tendenza a “fare scorta” di quel cibo in grado di dare piacere, perché presto non ve ne sarà pi possibilità. Ecco perché le regole di restrizione alimentare particolarmente rigide (es.: da lunedi mi metto a dieta ed evito: dolci, fritture, etc etc…) fanno in modo da creare un’ansia verso quei cibi e a farne scorpacciata per quanto tempo è possibile e ad ogni occasione possibile (il weekend, una festa, le vacanze, un’indulgenza). Ma questo è quel che accade anche quando vi sono delle offerte imperdibili al supermercato, che creano un’urgenza a comprare un determinato cibo… che poi va consumato! Anche quando non ne avevamo voglia o non ce n’era il bisogno. Come in una sorta di trance, guidati dal pilota automatico o dai fili dell’economia, abdichiamo al nostro libero arbitrio in fatto di alimentazione –e non solo.

 

La prossima volta che fai la spesa, guardati bene intorno. Prendi un momento per te stesso, non fare la spesa di corsa. Guarda con occhi nuovi l’abbondanza e la varietà che ti si propone davanti. Poi chiediti: i colori brillanti delle confezioni, i brand ed i cartelli delle offerte mi aiutano realmente a fare una buona scelta per me e per i miei cari o mi generano ansia rispetto al fatto che le mie scelte usuali non vanno abbastanza bene? Se cambi abitudini nel fare la spesa, nota in cosa consistono questi cambiamenti. Nota se la confezione è diversa, la forma o altre caratteristiche e chiediti quanto questi elementi abbiano condizionato la tua scelta del prodotto e se va bene per te. Chieditelo realmente, non in maniera superficiale.

 

Scegliere di diventare più mindful mentre fai la spesa ti aiuterà a diventare consapevole del ruolo giocato dall’ambiente nel determinare la tua assunzione di cibo e a restituirti potere nel prendere le tue scelte. Questo contribuirà a renderti, via via, un mangiatore maggiormente soddisfatto e sereno

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    CIME é un progetto che ha come intento primario, la diffusione e la promozione della Mindful Eating e delle sue applicazioni in ambito psicologico, nutrizionale, medico, scolastico con lo scopo di prevenire, ristabilire e mantenere e sviluppare un più salutare approccio all’alimentazione, costruendo un equilibrio con altri aspetti della vita

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